mercoledì 27 maggio 2026
PARMIGIANO REGGIANO DOP
domenica 17 maggio 2026
OSSOLANO DOP
L'Ossolano Dop è un formaggio del Piemonte, prodotto da latte vaccino intero, a pasta semicotta, dura, ottenuto da bovini di razza Bruna, Frisona, Pezzata Rossa e loro incroci. Il territorio interessato alla produzione del formaggio è la provincia del Verbano Cusio Ossola, confinante a nord con il Cantone Svizzero del Vallese, territorio della popolazione Walser, e a sud col Lago Maggiore e la Valsesia. La produzione di questo formaggio risale ai primi anni dell'anno 1000, spesso veniva utilizzato come merce di scambio per pagare le tasse e il più antico documento che attesta tutto questo, risale al 12 luglio 1006. Nel 2017 ottiene la Dop e l'organismo di tutela è rappresentato dal Consorzio Valorizzazione e Tutela del Formaggio Ossolano Dop. Il disciplinare di produzione prevede due tipologie di formaggio: Ossolano Dop, prodotto tutto l'anno, riconoscibile dall'etichetta cartacea Verde, posta sulla forma, e Ossolano d'Alpe Dop, prodotto da giugno a settembre in aleggio ad un'altitudine superiore ai 1400 m, riconoscibile dall'etichetta cartacea Marrone. Il latte raccolto dalle mungiture viene trattato a crudo o pastorizzato, viene aggiunto caglio bovino, rottura della cagliata, seguita da una semicottura della pasta e successivamente pressato in fascere marchiate con la dicitura Ossolano inclinata. La fase successiva è la salatura, a secco o in salamoia, seguito dalla stagionatura, che deve essere minima di 60 giorni fino ad oltre 12 mesi, dove la crosta delle forme viene raschiata, lavata con acqua e sale e oliata. Durante questo periodo di stagionatura viene applicato a fuoco il marchio e prima dell'immissione in commercio del formaggio su una faccia di ogni forma viene applicata la relativa etichetta cartacea. L'aspetto di ogni forma è cilindrica, con facce piane o quasi, di diametro di 29-32 cm, scalzo alto 6-9 cm e peso che varia da 5 a 7 kg. La crosta è liscia, pulita, leggermente untuosa, da sottile a spessa, di colore giallo paglierino, più o meno intenso, in relazione alla stagionatura. La pasta è elastica, consistente, morbida alla masticazione, di colore da paglierino a giallo. L'aroma è intenso, persistente, con le varie caratteristiche secondo la tipologia. Ottimo come formaggio da tavola, è molto utilizzato nei piatti locali, tipo gnocchi, polenta, riso e verdure crude e cotte. I vini consigliati sono i rossi di media struttura, ma di corpo.
giovedì 14 maggio 2026
NOSTRANO VALTROMPIA DOP
Il Nostrano Valtrompia Dop è un formaggio tradizionale della Valtrompia in provincia di Brescia, in Lombardia, la cui storia e tradizioni risalgono alla fine del '400. E' un formaggio a lunga stagionatura, semigrasso a pasta dura e cotta,, prodotto tutto l'anno con latte vaccino crudo, parzialmente scremato, e con l'aggiunta di zafferano, proveniente da bovini di razza "bruna". Il territorio interessato alla produzione di questo formaggio comprende tutti i comuni della
Valtrompia. Il nome deriva dal termine dialettale "nostrà", che tradotto significa
"fatto dalle nostre parti". Nel 2012 ottiene la Dop e l'organismo di tutela è rappresentato dal Consorzio di Tutela del Nostrano Valtrompia Dop. Nei mesi estivi il bestiame viene portato in montagna, in alpeggio, al pascolo, dove può nutrirsi di erbe fresche, donando al formaggio aromi intensi di erbe di montagna, frutta, speziati, distinguendosi dalla produzione fatta in cosidetta "fondo valle" con aromi meno intensi e tipici del latte. Per la produzione del formaggio il latte viene parzialmente scremato, aggiunta di caglio di vitello, siero e zafferano, rottura della cagliata con lo spino (altri attrezzi sono la lira, la spannarola e la rotella) e infine la pasta viene raccolta con un telo o con la "mastella"(recipiente in legno) e messa nella fascera. Dopo circa 24 ore si passa alla salatura che può essere a secco o in salamoia, quindi inizia la stagionatura minima di 13 mesi, che può essere protratta fin oltre i 2 anni, durante questo periodo le forme vengono oliate con olio di lino. Al termine della stagionatura minima, sullo scalzo viene impresso a fuoco il marchio identificativo del prodotto pronto per la commercializzazione. La forma del formaggio è cilindrica, con facce piane di 30-45 cm di diametro, scalzo di 8-12 cm e peso che varia da 8 a 18 kg. La crosta è abbastanza spessa, dura, liscia, oliata, di colore giallo bruno al rossastro, la pasta è dura, leggermente granulosa, di colore giallo paglierino, dal sapore intenso e persistente. Ottimo formaggio da tavola, è utilizzato spesso da grattugia. I vini consigliati, secondo la stagionatura, sono i rosati o i rossi ben strutturati, di corpo.
Valtrompia. Il nome deriva dal termine dialettale "nostrà", che tradotto significa
"fatto dalle nostre parti". Nel 2012 ottiene la Dop e l'organismo di tutela è rappresentato dal Consorzio di Tutela del Nostrano Valtrompia Dop. Nei mesi estivi il bestiame viene portato in montagna, in alpeggio, al pascolo, dove può nutrirsi di erbe fresche, donando al formaggio aromi intensi di erbe di montagna, frutta, speziati, distinguendosi dalla produzione fatta in cosidetta "fondo valle" con aromi meno intensi e tipici del latte. Per la produzione del formaggio il latte viene parzialmente scremato, aggiunta di caglio di vitello, siero e zafferano, rottura della cagliata con lo spino (altri attrezzi sono la lira, la spannarola e la rotella) e infine la pasta viene raccolta con un telo o con la "mastella"(recipiente in legno) e messa nella fascera. Dopo circa 24 ore si passa alla salatura che può essere a secco o in salamoia, quindi inizia la stagionatura minima di 13 mesi, che può essere protratta fin oltre i 2 anni, durante questo periodo le forme vengono oliate con olio di lino. Al termine della stagionatura minima, sullo scalzo viene impresso a fuoco il marchio identificativo del prodotto pronto per la commercializzazione. La forma del formaggio è cilindrica, con facce piane di 30-45 cm di diametro, scalzo di 8-12 cm e peso che varia da 8 a 18 kg. La crosta è abbastanza spessa, dura, liscia, oliata, di colore giallo bruno al rossastro, la pasta è dura, leggermente granulosa, di colore giallo paglierino, dal sapore intenso e persistente. Ottimo formaggio da tavola, è utilizzato spesso da grattugia. I vini consigliati, secondo la stagionatura, sono i rosati o i rossi ben strutturati, di corpo.
domenica 10 maggio 2026
MURAZZANO DOP
Il Murazzano Dop è un formaggio grasso a pasta fresca, prodotto con latte ovino intero, crudo o pastorizzato, ottenuto principalmente dalla razza autoctona Pecora delle Langhe, oppure con l'aggiunta di latte vaccino inferiore al 40%. E' un tipico prodotto, o per meglio dire "robiola" del Piemonte, prodotto in quasi tutta la provincia di Cuneo e prende il nome dal comune di origine Murazzano. Nel 1996 ottiene la Dop e l'organismo di tutela è rappresentato dal Consorzio di Tutela Formaggio Murazzano Dop. Il Murazzano è uno dei più antichi formaggi del Piemonte, oggi Presidio Slow Food, le sue origini molto probabilmente risalgono ai Celti. Questo formaggio viene chiamato "patrimonio delle donne" , perchè in epoche remote le donne lo commercializzavano nei mercati, a piedi o in bicicletta, dei comuni delle Langhe. La particolarità del marchio viene raccontata da una leggenda che vede coinvolto un giovane pastore derubato del formaggio dal diavolo che glielo restituisce privato di una fetta. Il processo di produzione è quello tradizionale. Il latte di due mungiture giornaliere viene lavorato con l'aggiunta di caglio di vitello. Rotta la cagliata, la pasta viene messa in stampi circolari per 24 ore, la fase successiva è la salatura a secco, quindi si passa alla stagionatura su teli per una diecina di giorni, che può essere prolungata ad alcuni mesi per avere un prodotto da grattugia. Dopo la stagionatura il formaggio viene lavato in acqua tiepida e pronto per la commercializzazione, viene incartato e sull'incarto è apposto il relativo marchio con le eventuali notizie per il consumatore. La forma è circolare con facce piane di 10-15 cm di diametro, lo scalzo è di 3-4 cm e il peso varia da 300-400 gr. La superficie è leggermente rugosa, sottile, di colore bianco latte come la pasta, che è compatta e cedevole. Il sapore è molto delicato, leggermente acido, col classico aroma di latte di pecora. Ottimo formaggio da tavola, utilizzato spesso come fine pasto, è un ottimo ingrediente per frittate e insalate. I vini consigliati sono i rossi giovani, poco strutturati, possibilmente locali, quali il dolcetto.
mercoledì 6 maggio 2026
MOZZARELLA DI GIOIA DEL COLLE DOP
tutela della Mozzarella di Gioia del Colle Dop. Il processo di produzione è basato sull'impiego sia di caglio di vitello che di siero-innesto, che è una coltura naturale di batteri lattici, ottenuta dal siero residuo della lavorazione del formaggio del giorno precedente, utilizzata per rendere il latte acido e favorire la fermentazione per la produzione del formaggio. Una volta rotta e sminuzzata la cagliata, la pasta viene messa in appositi contenitori per la filatuta, che si effettua con acqua calda e aggiunta di sale. Dopo la filatura la pasta viene mozzata per dare forma al prodotto, che può essere tondeggiante, a nodo o a treccia e immesso in acqua fredda per rassodarlo. L'aspetto del prodotto esternamente si presenta elastico, tenero, liscio, di colore bianco come la pasta interna e al taglio deve presentare una leggera fuoriuscita di siero bianco. Ogni forma del prodotto varia da 50 gr a 1 kg di peso e viene commercializzata immessa in un liquido di governo, costituito di acqua, eventualmente salata e acidulata. Oltre ad essere un ottimo formaggio da tavola, in cucina viene utilizzato per piatti freddi e caldi, con verdure, principale ingrediente per la pizza. I vini da abbinare variano dai bianchi morbidi, di medio corpo ai vini rossi e rosati giovani, non maturi.
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